Conto deposito minorenni: quale è la migliore soluzione?

conto deposito minorenni

I conti di investimento possono essere un’ottima soluzione di risparmio e di guadagno anche per i clienti più piccoli se si sceglie di affidarsi ai conti deposito minorenni.

Molti genitori sono alla ricerca della migliore opportunità per mettere da parte ai loro figli un gruzzolo che potranno utilizzare quando diventeranno più grandi. Le soluzioni a disposizione sono in numero minore rispetto alle controparte per gli adulti, ma questo non significa che non sia possibile risparmiare per i propri figli.

Quando si sceglie di aprire un conto deposito per minorenni in realtà non si pensa solo al risparmio, dal momento che questo strumento finanziario costituisce una vera e propria forma di investimento. Si tratta allora di un investimento che si fa pensando al futuro dei propri bambini, che quando saranno giovani adulti potranno avere una somma di partenza con cui presentarsi al mondo.

Migliori conti deposito per minorenni

La domanda a questo punto è: quali sono i migliori conti deposito minorenni? Per rispondere a questa questione abbiamo scelto di descrivere alcune delle soluzioni che sono al momento disponibili.

Le opzioni che abbiamo scelto sono state individuate non solo fra quelle disponibili, ma tra quelle maggiormente apprezzate dai clienti ed in questo caso dai genitori che vogliono creare un risparmio per minorenni.

Vediamo di seguito le soluzioni disponibili, descrivendo anche alcune possibili alternative su cui puntare se alla fine non si vuole aprire un conto deposito per mettere da parte il denaro.

Conto deposito Cariparma : libretto VYP Junior

La prima soluzione proposta è il libretto VYP Junior, lo strumento finanziario per i più piccoli, alternativa proposta dall’istituto di credito al conto deposito Cariparma.

La banca Cariparma mette a disposizione di tutti i suoi clienti un buon conto di investimento, apprezzato dagli investitori che sono alla ricerca di un guadagno sicuro.

Per venire incontro alle esigenze dei clienti, l’istituto di credito ha pensato di creare anche un conto deposito per minorenni, proposto con il nome di libretto VYP Junior.

Questo conto deposito può essere intestato solo a clienti minori di 12 anni ed a loro offre un tasso di interesse dello 0,50%. Questo interesse è da intendersi lordo ed applicato sulla giacenza di dodici mesi.

Il vantaggio di questo conto deposito per minori è che si tratta di una soluzione a zero spese: non sono previste né le spese di apertura del conto, né le spese di gestione. L’unico costo riguarda l’imposta di bollo conto deposito, che però viene applicata su qualunque tipo di conto di investimento, dunque non è un costo specifico di questo strumento.

Libretto Poste Italiane per minorenni

Un’altra opzione a cui potersi affidare è il libretto Poste Italiane per minorenni. Questa soluzione si mette in luce soprattutto per l’affidabilità di Poste Italiane, perché per quanto riguarda la possibilità di generare profitto non convince particolarmente.

Quando si sceglie di aprire un libretto poste Italiane si sceglie di fatto di depositare il denaro su uno strumento di risparmio e non su uno strumento di investimento. Questo è dettato dal fatto che il tasso di interesse che viene offerto sulla somma in giacenza è solo dello 0,01% annuolordo.

La società ha dato vita a tre diverse tipologie di libretti per minori:

  • Io Cresco: la soluzione per i bambini da 0 a 12 anni.
  • Io Conosco: la soluzione per i ragazzi dai 12 ai 14 anni.
  • Io Capisco: la soluzione per i ragazzi dai 14 ai 18 anni.

Per responsabilizzare i ragazzi e per insegnare loro la gestione e l’uso del denaro, sia per la versione Io Conosco che per la versione Io Capisco è possibile richiedere ed associare una carta. Si tratta della carta Carta Io, che consente al titolare del libretto di effettuare prelievie depositi in ufficio postale o agli sportelli delle poste.

E’ disponibile anche il libretto Poste Italianeper adulti, che offre delle condizioni analoghe alla versione per i clienti minorenni.

Perché scegliere i conti deposito minorenni?

Scegliere di aprire uno dei conto deposito minorenni è una buona scelta perché aiuta a creare un risparmio per i propri figli.

Il conto deposito per minori non deve necessariamente essere inteso come strumento di investimento e ne è una dimostrazione il libretto postale, il quale è molto gettonato fra i genitori, pur non offrendo un tasso di interesse allettante. Questo dimostra che l’obiettivo principale dei genitori è mettere da parte dei soldi da dare ai loro figli quando saranno più grandi.

Se si desidera però al contempo far sì che la somma in giacenza nel frattempo maturi degli interessi ci si può rivolgere a delle soluzioni diverse rispetto a quanto proposto da Poste Italiane, optando ad esempio sul libretto VYP Junior di Banca Cariparma, che propone un tasso di interesse dello 0,50% lordo annuo.

Alternative conti deposito minorenni

Una prima alternativa ai conti deposito per minorenni l’abbiamo in realtà già descritta parlando della soluzione proposta da Poste Italiane. I libretti postali sono di fatto dei libretti di risparmio e non possono essere inseriti fra i conti deposito, perché le caratteristiche sono diverse.

Una seconda alternativa è rappresentata invece dal conto corrente per minorenni. Si tratta di una soluzione ancora diversa, che si presenta come un vero e proprio conto corrente tradizionale, rivolto però ai clienti minorenni.

I conti per minorenni presentano in alcuni casi delle limitazioni in merito alle operazioni che possono essere seguite, ad esempio potrebbe essere impedita la possibilità di effettuare dei prelievi, in modo da essere certi che il denaro in giacenza non diminuisca.

In generale i conti corrente minorenni presentano delle caratteristiche vantaggiose se confrontate con quelle che sono proposte per i conti degli adulti. Tra le caratteristiche da prendere in considerazione rientra soprattutto il tasso di interesse applicato sulla giacenza, che in media è superiore rispetto a quello applicato sulle soluzioni per clienti maggiorenni.

La maggior parte delle banche che dispongono di un conto corrente per ragazzi, come alternativa ai conti deposito minorenni, offrono anche dei conti deposito per gli adulti, molti dei quali sono già stati recensiti su questo sito, insieme alle indicazioni per un confronto conti deposito.

Imposta di bollo conto deposito 2018: tutto quello che c’è da sapere

imposta di bollo conto deposito

L’imposta di bollo conto deposito è un argomento di estremo interesse per tutti quelli che decidono di investire con i conti deposito.

L’interesse nasce dal fatto che prima di sottoscrivere un prodotto un passaggio fondamentale è il calcolo delle spese di investimento. Nel computo delle spese di investimento per un conto deposito bisogna prendere in considerazione anche la voce dell’imposta di bollo, che andremo ad analizzare maggiormente in dettaglio nel corso di questa guida.

Abbiamo deciso di scrivere un’intera guida sull’imposta di bollo conto deposito, una guida che possa essere un punto di riferimento per tutti coloro che stanno per aprire un conto di investimento e che vogliono essere informati su questo particolare tipo di imposta che sono tenuti a pagare.

Imposta di bollo conto deposito cos’è?

E’ proprio questa la prima domanda a cui dare una risposta, ovvero capire cos’è una imposta di bollo conto deposito.

La risposta alla domanda è piuttosto semplice, mentre è più complesso capire come si calcola l’imposta di bollo, per avere una indicazione delle cifra totale che bisognerà pagare.

Partiamo dicendo che l’imposta di bollo su conto deposito è una tassazione che viene imposta su tutti questi strumenti di investimento e che viene applicata su tutte le somme che si lasciano in deposito a maturare interessi.

La tassazione è stabilita per legge e non viene decisa dalla singole società finanziarie, le quali sono semplicemente obbligate a garantire che gli investitori versino correttamente questa imposta, in relazione al capitale che è stato investito ed alla durata dell’investimento.

L’imposta di bollo applicata sui conti deposito rappresenta una buona fonte di guadagno per lo Stato Italiano. La formula di investimento con i conti deposito sta diventando infatti sempre più popolare e sempre più apprezzata dalle famiglie Italiane.

E’ stato stimato che ad oggi sono circa 500 miliardi di euro i fondi complessivi che gli Italiani hanno depositato sul loro conto di investimento personale, denaro sul quale viene appunto applicata l’imposta di cui stiamo parlando.

Al tempo stesso questa tassazione, pur non essendo eccessivamente elevata, può pesare sul guadagno complessivo, riducendo in alcuni casi in modo evidente. La riduzione del guadagno dipende in realtà dal tasso di interesse di partenza offerto dall’investimento.

E’ ovvio che per gli investimenti vincolati per molti mesi e con un tasso di interesse corrisposto elevato l’imposta di bollo non ha una grande influenza, ma il discorso cambia per i clienti che ricevono un tasso di interesse basso per i loro depositi non vincolati.

Calcolo imposta di bollo conto deposito

Dato per chiarito il fatto che ci si trova a dover pagare l’imposta nel caso in cui si decida di investire in questo modo, cerchiamo di capire come eseguire il calcolo imposta di bollo conto deposito per scoprire la cifra da sottrarre al proprio capitale come costo di investimento.

Scopriamo quali sono i principali elementi da conoscere per effettuare un calcolo corretto dell’imposta e per capire come essa viene stabilita, sulla base delle caratteristiche dell’investimento e sulla base delle scelte della società finanziaria in merito alla rendicontazione che viene periodicamente effettuata.

Il primo elemento da mettere in chiaro per comprendere come viene effettuato il calcolo della tassazione è che il pagamento dell’imposta di bollo avviene al momento della rendicontazione, che corrisponde tendenzialmente alla fine dell’investimento ed al versamento degli interessi maturati nel corso dello stesso.

In realtà la frequenza di rendicontazione dipende dall’istituto di credito, questo quindi può portare a pagare due imposte di bollo differenti per un investimento della stessa durata e della stessa somma se ci si affida a due società finanziarie.

Il secondo elemento da mettere in chiaro è che il calcolo imposta di bollo conto deposito viene effettuato sulla somma presente in giacenza al momento della rendicontazione.

Per effettuare il calcolo bisogna tenere presente che l’imposta di bollo che viene applicata è dello 0,20% annuo. Partendo da questa percentuale e prendendo in considerazione il capitale presente sul conto al momento della rendicontazione è semplice eseguire il calcolo.

C’è un appunto però da fare: l’importo minimo dell’imposta che bisogna pagare ogni anno è di 1,00 euro, questo significa che se la somma che è presente in giacenza sul conto deposito genera complessivamente una imposta inferiore a questa cifra minima il cliente si troverà comunque a versare un euro.

Per spiegare meglio questo concetto potrebbe essere utile affidarsi ad un pratico esempio:

  • Se al momento della rendicontazione si hanno in giacenza 100.000 euro, facendo il calcolo dello 0,20% annuo di imposta di bollo si pagheranno 200,00 euro di tasse ogni 12 mesi.
  • Se al momento della rendicontazione si hanno in giacenza 100 euro, facendo lo stesso calcolo l’imposta di bollo risulterebbe di 0,20 euro, ma si pagherà la cifra minima di 1,00 euro.

C’è anche un terzo aspetto da prendere in considerazione, che è la durata del vincolo. La maggior parte degli istituti di credito esegue una rendicontazione annuale, ma questo non significa che i clienti accendano degli investimenti solo all’inizio del nuovo anno fiscale.

Al momento della rendicontazione, la banca eseguirà un controllo dei conti con i vincoli ancora attivi sul capitale e farà versare al cliente solo la quota di imposta di bollo conto deposito che deve pagare per il tempo già trascorso in giacenza.

Se una somma vincolata a dodici mesi, ad esempio, è rimasta in giacenza per sei mesi al momento della rendicontazione e deve rimanere in giacenza per altri sei mesi, l’istituto di credito farà versare al cliente solo la metà dell’imposta di bollo dovuta per un intero anno, procedendo poi al prelievo dell’altra metà al termine dell’investimento.

Il conto deposito imposta di bollo è quindi una voce che deve essere valutata prima di sottoscrivere un conto di investimento. E’ vero che ci si troverà a dover pagare in ogni caso questa imposta, indipendentemente dalla società che si sceglie, ma ogni istituto di credito può applicare delle strategie diverse in merito alla rendicontazione e può anche scegliere di creare delle promozioni speciali per alleggerire i clienti dal pagamento di questa tassa.

Conto deposito senza imposta di bollo

I clienti che decidono di investire con i conto di investimento sperano sempre di poter trovare un conto deposito senza imposta di bollo.

Il motivo di questa loro ricerca è che l’imposta di bollo riduce di fatto il guadagno netto che il cliente può generare con il suo investimento. A nessuno fa piacere vedere una riduzione del rendimento netto, soprattutto se ci si è affidati a dei conti deposito libero con un tasso di interesse lordo annuo applicato piuttosto basso.

Come abbiamo spiegato, questo tipo di tassazione viene stabilita per legge, non è dunque il singolo istituto di credito che sceglie da applicarla. Questo fa capire che in realtà non ci può essere un conto deposito senza imposta di bollo.

Quello che può verificarsi invece è che l’investitore non deve pagare l’imposta. Questo avviene nel caso in cui la società di credito scelga di creare una promozione speciale per i nuovi clienti, rendendo gratuita l’imposta di bollo ed impegnandosi a pagarla al loro posto.

Anche per questo motivo è sempre utile prendere in considerazione la voce imposta di bollo conto deposito quando si analizzano le diverse soluzioni di investimento, perché si potrebbero trovare dei conti di investimento con imposta di bollo gratuita.